Un breve racconto di Simonetta Agnello Hornby su Signoretta Alliata e il Palazzo Alliata di Pietrtagliata:
Era un tardo pomeriggio di agosto, una ventina di anni fa; tornavo a Palermo in pullman con altri invitati dalle nozze di un nipote. Dietro di me, i passeggeri ascoltavano rapiti Signoretta, una giovane donna dai capelli scuri, che raccontava di aver trascorso due settimane lontano dalla spiaggia e in casa, con Antonio e Amalia, i suoi figli adolescenti. Avevano smontato il lampadario della sala dal pranzo, e lo avevano lavato, pezzo a pezzo, e asciugato. Poi lo avevo montato insieme – migliaia di pezzi: si trattava di un prezioso ed enorme lampadario del settecento.
Le chiesi perche’ avesse fatto quel lavoro con i figli. “È il pezzo più raro in casa, e di valore; avevo paura che se avessi incaricato altri di pulirlo, ci sarebbero state le inevitabili rotture, e sarebbe costato moltissimo trovare i pezzi mancanti, o, magari, impossibile. Sono fiera che nessun pezzo e stato rotto o perduto!” E mi spiego’ che viveva nella casa della propria famiglia, Palazzo Alliata di Pietratagliata, che lei, assieme al marito, Biagio Licata di Baucina, aveva restaurato con dedizione, lavoro e anche sacrifici. Voleva inculcare ai figli i suoi stessi valori.
Io che non mi attacco alle cose inanimate, capivo e ammiravo la linearità del discorso di Signoretta Alliata; altre non avrebbero rivelato quell’episodio, lo avrebbero celato: non era ‘da principessa’ di smontare pulire e rimontare un lampadario con i figli, e raccontarlo in giro.
Da allora ho nutrito nei suoi riguardi una grande simpatia, che con il tempo si e’ tramutata in amicizia e affetto, suggellati tre anni fa, nel suo palazzo quando ho fatto da madrina di battesimo a Francesca Signoretta la sua unica nipotina, figlia di Antonio e della mia giovane cugina Alessandra Agnello.